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The Odyssey (2026)

The Odyssey (2026)

Film


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Cast stellare a costo di un ritmo lento

The Odyssey è un'opera originale di Christopher Nolan liberamente ispirata al poema di Omero, nelle sale dal 17 luglio 2026 per Universal Pictures. Cast stellare: Matt Damon è Odisseo, con Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong'o, Robert Pattinson e Charlize Theron.

Due anni fa lo stesso eroe era già tornato con "Itaca - Il ritorno" di Uberto Pasolini: due soli protagonisti, solo la resa dei conti con i Proci, niente dèi né mostri e quasi zero effetti visivi. Nolan fa l'opposto, con circa 250 milioni di dollari e il primo lungometraggio girato interamente in IMAX su pellicola 70 mm: dallo stesso testo, due idee di cinema lontanissime.

Ulisse e la saggezza
Ulisse e la saggezza

A parte le valutazioni oggettive, che sono noiose, passiamo ora alla recensione vera e propria del film di Nolan. Proprio grazie al budget impiegato, la musica è di livello altissimo: ogni ritmo e ogni brano trasuda epicità assoluta, in sintonia con le ambientazioni cupe del paesaggio.

Il cast superstar e i personaggi assolutamente iconici sono diventati dei tormentoni viventi, complice la musica di cui sopra. Performance attoriali eccellenti e costumi memorabili danno corpo a tutto ciò che ho descritto.

Altra caratteristica importante sono le ambientazioni e le grafiche, anch'esse emblematiche ed eccellenti, frutto di una scelta registica e scenografica certosina. Non ho mai visto un lavoro così maniacale su un ambiente fantasy.

Armatura spaziale e imponente
Armatura spaziale e imponente

Moltissimi personaggi e ambientazioni trasformano numerose scene in tormentoni e in punti chiave del film: il cavallo di Troia spiaggiato come ne "Il pianeta delle scimmie" (1968) e paradossalmente costruito in un pregiato legno massello, l'armatura di Agamennone che trasuda timore e forza, pur avendo un aspetto piuttosto stravagante. E capiamo adesso che "stravagante" è la parola chiave di tutto il film.

Questa gioia grafica, però, si scontra con i miei gusti personali: la trama e il ritmo risultano difficili da seguire. Non è comunque ostico quanto lo era stato Oppenheimer (2023): la prima metà è effettivamente lenta e si prende troppo i suoi tempi, ma oltre la metà del film si iniziano a cogliere i punti chiave e la direzione verso cui si muove la visione.

Il discorso iniziale del colloquio tra Telemaco e Ulisse non mi ha fatto proprio saltare di gioia e per oltre un'ora mi ha lasciato solo domande e interrogativi, e molta noia. Forse è tutta colpa degli stacchi stile Nolan, che mi complicavano la visione. Per me i film di Nolan richiedono sempre una certa dose di sfida e di ragionamento.

La bizzarria con cui Nolan ha strutturato la trama ha reso quest'opera una visione eccentrica e straniante rispetto all'originale. La lunaticità e la perfidia delle scelte fatte dall'autore hanno fatto sì che questo racconto parli di un altro mondo. In particolare non nomina mai il Ciclope o i Lestrigoni, proprio perché queste figure non corrispondono a quelle della mitologia.

La simpatia fatta a persona
La simpatia fatta a persona

Avete sentito proprio bene. Queste creature non sono né l'uno né gli altri. Nel film è semplicemente un mostro con un occhio che, paradossalmente, non gli serve nemmeno. Riesce comunque a raggiungere i nostri temerari guerrieri anche da cieco. Le altre specie sono dei bruti corazzati all'inverosimile, che hanno posto un bambino come sentinella. Da notare l'urlo raccapricciante del bambino. L'intuizione umana nell'indovinare le creature non sempre combacia con ciò che davvero sono.

Scena di buona qualità, ma odiata dai fan dei poemi epici greci, è quella di Circe (un'omonima, e nemmeno una maga: non è quella del poema), che plasma i guerrieri, in maniera spaventosa, in esseri più affini a loro. Dei porci che mangiano se stessi. Forse il regista vuole fare pratica con l'horror per il prossimo film?

Questo film, comunque, riesce a divertirmi. Si dice che Christopher Nolan "o lo si ama o lo si odia"; non è il mio caso: io sto nel mezzo. Anzi, lo reputo un film carino, ma non un capolavoro.


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