Un horror strano con una musica dissonante
Backrooms è un film horror concepito per introdurre la serie di racconti web e file nati dalla creepypasta del 2019. Alcuni di questi racconti sono molto interessanti, e uno in particolare ha ispirato questa pellicola.
Il film inizia con un'ambientazione strana e aliena: un mobilificio in crisi. Troviamo un protagonista burbero, Arthur, che ha alle spalle un divorzio e vive chiuso nel suo mondo interiore. Accanto a lui c'è una psicologa, la dottoressa Evans, che cerca invano di aiutarlo e curarlo.
Improvvisamente, l'uomo scopre che c'è qualcosa che non va, un'anomalia nel suo negozio. Si tratta di un errore in questa simulazione chiamata Universo. Da quel momento, la caduta verso la follia è inevitabile.

Finalmente ci troviamo di fronte a un concept design innovativo, un'opera originale che riesce a mantenere viva l'attenzione. La pellicola punta molto sulla freschezza, e questo rappresenta un grande punto a favore. Inoltre, l'idea alla base di questa dimensione si sviluppa su un piano intricato e molto difficile da spiegare.
La colonna sonora e la struttura complessiva della pellicola mi lasciano basito, sebbene diano l'impressione di essere una scelta voluta: c'è la costante sensazione che qualcosa non torni. Forse è proprio la sua natura sfuggente a renderlo così dissonante.
La conclusione del film lascia aperte fin troppe domande. Riesce comunque a regalare una certa dose di spavento.