Un gameplay brutto che rovina tutto
Pillars of Eternity 1 è un videogioco sviluppato da Obsidian Entertainment. Il protagonista, dopo uno sfortunato incidente, viene coinvolto in un rituale di animanzia (l'arte di manipolare le anime delle persone) e si trasforma in un medium capace di vedere e ascoltare le anime. Successivamente, parte all'avventura per confrontarsi con l'artefice, ovvero Thaos, scoprirne i motivi e fermare la piaga dei bambini nati senza anima.
Il gioco si apre con una narrativa cupa e tetra, in cui la popolazione accusa l'animanzia e l'incuria dei regni di causare la rovina delle persone e dei raccolti. L'universo si fonda su fedi politeistiche in dèi realmente esistenti (seppur conosciuti anche sotto altri nomi) e venerati da tutto il popolo.

Le dinamiche del mondo sono di stampo prettamente occidentale. A differenza dei giochi di ruolo giapponesi, che fanno largo uso dei concetti di amicizia e spirito di squadra, questo genere di titoli si inserisce in contesti molto più individualisti, dove nessuno è degno di fiducia e tutti tramano nell'ombra gli uni contro gli altri.
Un'altra caratteristica di spicco è la narrazione avvincente, unita a una coerenza del mondo fuori dal comune. Ogni ambiente e fondale è disegnato a mano, una cura per i dettagli che risulta evidente non appena si inizia a giocare.
Purtroppo, il titolo è rovinato da un gameplay davvero pieno di difetti. Il primo problema riguarda l'organizzazione delle abilità, assolutamente confusionaria e controintuitiva. È confusionaria perché, salendo di livello, è possibile scegliere abilità di varie classi senza comprenderne l'effettiva appartenenza o utilità; è controintuitiva perché non si ha la reale percezione di quanto il personaggio stia progredendo.

Un altro aspetto negativo è la gestione problematica dello scorrere del tempo. I turni della fortezza si basano su una meccanica che rende il concetto temporale caotico: un singolo turno può equivalere a 100 giorni di gioco, così come 10 turni possono esaurirsi in un solo giorno.
Un difetto minore è l'eccessiva verbosità e dispersività dei dialoghi. Tuttavia, riconosco che il problema potrebbe derivare dalla mia pigrizia nel leggere lunghe linee di testo, essendo più abituato ai JRPG in cui gli scambi di battute sono brevi ma d'effetto.
Vi do un consiglio: giocate a Pillars of Eternity 2, perché il gameplay è stato ripulito da quasi tutte queste imperfezioni e l'esperienza si concentra molto di più sull'avventura.