Vedere la politica dappertutto, alla lunga, stanca
Oppenheimer è un film thriller storico diretto da Christopher Nolan. Narra le vicende politiche dello scienziato J. Robert Oppenheimer, utilizzate contro di lui durante la nota udienza per la revoca del suo nulla osta di sicurezza (spesso percepita come un vero e proprio processo).
La trama dipinge lo scienziato come una figura stretta tra l'incudine e il martello: da un lato vorrebbe appoggiare le idee comuniste e di sinistra a lui care (le stesse che gli metteranno i bastoni tra le ruote in sede d'udienza); dall'altro, i militari frenano i suoi slanci ideologici per sfruttare la sua ambizione: creare un dispositivo in grado di distruggere il mondo (spoiler: la bomba atomica) e testarlo sul campo.
Oppenheimer rimarrà devastato da ciò che ha fatto, il che lo porterà a una profonda riflessione e a un cambio di rotta politico. Per fortuna interviene la figura di Albert Einstein (sì, quello della relatività ristretta e generale) che, quasi come un saggio senatore della vecchia guardia, cercherà di farlo rinsavire (magari anche a suon di battute sull'"insalata al salmone").
Il film è avvincente e vanta dialoghi brillanti e serrati che meritano tutta la mia considerazione. Inoltre, l'interpretazione degli attori è eccellente, la regia è ben curata e la colonna sonora è interessante, anche se a tratti risulta di difficile ascolto.

Christopher Nolan ha puntato quasi tutto sull'aspetto politico, inserendoci il suo personalissimo stile di regia e montaggio: molteplici archi narrativi e salti temporali portati avanti contemporaneamente.
La visione di questa pellicola è stata tuttavia ardua: l'onnipresenza della politica mi è risultata ostica e molto pesante. Una pesantezza accentuata dal fatto che, per quanto i dialoghi siano validi, l'intero film si trasforma in un ininterrotto e verboso botta e risposta della durata di ben tre ore.
Proprio a causa di questa mole, a tratti sembra che il ritmo si sfaldi. Alcune scene appaiono totalmente statiche, pur mantenendo una tensione costante che ti tira come un elastico fino a logorarti.
Paradossalmente, questo film è piaciuto a moltissimi. Personalmente l'ho trovato molto intellettuale, ma non è riuscito a divertirmi. Ho visto opere a tema politico decisamente più interessanti, in cui i politici veri e propri sono raccontati meglio (senza contare che Oppenheimer, alla fine dei conti, era un fisico nucleare, non un politico!).