I personaggi risultano incontrollabili
Ni no Kuni è un gioco di ruolo prodotto da Level-5 e distribuito da Bandai Namco. Il gioco narra la storia di Oliver, un ragazzino che perde tragicamente la madre in seguito a un incidente.
Presto scopre l'esistenza di creature magiche e di possedere un innato talento per la magia. Questo dono sarà fondamentale per salvare il mondo dall'oscurità diffusa dal perfido stregone Shadar, che brama potere rubando i sentimenti delle persone.
Fatta eccezione per la tematica scolastica (qui totalmente assente), il gioco attinge a piene mani dai classici stilemi degli shōnen (il genere fumettistico giapponese per ragazzi) per plasmare sia la trama che il mondo di gioco.

Un elemento di grande pregio è la presenza delle animazioni curate dallo Studio Ghibli, che garantiscono un'altissima qualità visiva e rappresentano uno dei motivi principali per acquistare il titolo.
Un'altra nota di merito va all'eccezionale cura del comparto sonoro e della colonna sonora. Questa attenzione maniacale è un grande valore aggiunto: un accompagnamento musicale monotono o poco ispirato avrebbe penalizzato pesantemente l'esperienza di gioco e il giudizio finale.
Il sistema di combattimento è in tempo reale e abbandona gli incontri casuali. Ni no Kuni non richiede sessioni di farming eccessive, se non forse in vista del potente boss finale. Per chi dovesse riscontrare difficoltà, è comunque presente un selettore per abbassare il livello di sfida.

Perché un Action JRPG funzioni a dovere, servono precisi bilanciamenti tecnici. Purtroppo, Ni no Kuni fallisce in questa implementazione: le battaglie risultano spesso caotiche, aggravate da un'intelligenza artificiale alleata poco reattiva e incompetente.
Pur comprendendo la natura fiabesca del prodotto, pensato per un pubblico ampio e tendenzialmente giovane, la trama risulta piuttosto piatta e priva di mordente. Questo difetto si accentua nelle missioni secondarie, ridotte per lo più a semplici e ripetitive fetch quest.
Ni no Kuni è riuscito a intrattenermi, ma non ha offerto un'esperienza particolarmente profonda; molti elementi superflui potevano essere tranquillamente rimossi. Fanno eccezione i filmati animati dallo Studio Ghibli: quelli sono intoccabili.