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Millennium Actress (2001)

Millennium Actress (2001)

28/06/2026 12:00

Film


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Troppo monotono per essere un'opera di Satoshi Kon

Al cinema c'era un evento dedicato ai film d'animazione del passato. Quello che mi interessava di più vedere era proprio Millennium Actress di Satoshi Kon. Dopo aver apprezzato opere interessanti come Tokyo Godfathers (2003), Paprika (2006) e la serie Paranoia Agent (2004), mi aspettavo un'ottima visione anche da questo titolo.

Il film cerca di mettere in sinergia la trama presente con i ricordi dell'anziana attrice, disillusa per non essere riuscita a ritrovare il suo grande amore: un pittore che aveva disertato il servizio militare durante la guerra.

Le colonne sonore delle opere di Satoshi Kon mi hanno sempre ispirato: il lavoro di Susumu Hirasawa riesce a essere sempre interessante e non annoia mai. Il sonoro, d'altronde, è una componente fondamentale in un'opera cinematografica.

La chiave che apre "la cosa più importante che ci sia"
La chiave che apre "la cosa più importante che ci sia"

Altri aspetti di rilievo sono i disegni - sebbene ci sia qualche elemento 3D di troppo, dato che, a mio avviso, in un anime disegnato a mano anche un singolo modello tridimensionale basta a stonare con l'intera estetica del film - e il pretesto narrativo, che risulta molto intrigante proprio grazie alla sinergia menzionata in precedenza.

Il grandissimo neo di Millennium Actress è la sua monotonia ed eccessiva ripetitività. Sembra quasi che l'autore si sia dimenticato della trama principale, finendo per riproporre le stesse scene. In questo modo, il film rischia di essere tutto stile e niente sostanza.

Stavolta il regista non ha realizzato un'opera all'altezza delle aspettative, anzi. Non è riuscito a sviluppare adeguatamente l'introspezione dei personaggi. A volte anche i maestri possono commettere degli errori.


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