Normalissimo battle shonen sul fuoco
Fire Force (En'en no Shōbōtai) è l'anime tratto dal manga di Atsushi Ōkubo, già autore di Soul Eater: la prima stagione, ventiquattro episodi firmati David Production, è andata in onda in Giappone nel 2019.
Si svolge in un Impero di Tokyo in cui le persone possono prendere fuoco all'improvviso, trasformarsi in esseri terribili e aggredire chiunque capiti loro davanti, e racconta delle Squadre Speciali Antincendio che le affrontano. Il protagonista è Shinra Kusakabe, recluta dell'Ottava Squadra, che combatte quelle minacce usando le fiamme che sprigiona dai piedi.

Siccome questo anime nasce dalla stessa mano di Soul Eater, lo stile del disegno si riconosce subito. La trama, invece, non si scopre altrettanto in fretta: all'apparenza è il classico battle shonen lineare, come Fairy Tail o Black Clover. Andando avanti si capisce che anche il racconto tiene il passo del disegno, forse in modo persino più folle — del resto anche Soul Eater tira fuori la sua trama particolare solo alla fine.
Queste sono le tipiche produzioni a fuoco lento, che si prendono tutto il tempo che serve prima di far capire che cosa stia davvero succedendo. Bisogna aspettare almeno due o tre stagioni per scoprire la verità e per intuire che, in questo mondo, nessuno ha del tutto ragione: un altro legame profondo con Soul Eater, dove la personalità dei personaggi si rispecchia nella compatibilità dei loro poteri.
Ho sempre avuto un profondo interesse per gli anime perché hanno una durata compatibile con il mio tempo libero: riesco a piazzarli in orari improponibili, la sera alle 21:00 o alle 22:00, senza ritrovarmi catapultato oltre la mezzanotte. Sono compatti e, salvo qualche eccezione, Fire Force resta una serie normalissima: quello che chiedo a una serie così, del resto, è soltanto un po' di divertimento spensierato.